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Prezzo più basso degli ultimi 30 giorni: come indicare correttamente sconti e prezzi barrati

Di EcoClaim2026-10-147 min di lettura
Una calcolatrice su grafici stampati accanto alla tastiera di un portatile, quanto serve per calcolare uno sconto dal giusto prezzo di riferimento

Dal 28 maggio 2022 ogni riduzione di prezzo annunciata ai consumatori nell'UE deve essere misurata su un prezzo preciso: il prezzo più basso applicato dal venditore negli almeno 30 giorni precedenti la riduzione. La regola viene dall'articolo 6 bis della direttiva sull'indicazione dei prezzi, aggiunto dalla direttiva Omnibus (UE) 2019/2161. In Italia è l'articolo 17-bis del Codice del consumo.

Sembra semplice, eppure nel controllo europeo sulle vendite del Black Friday 2025 il 30 % di 314 commercianti online sbagliava ancora. Ecco come funziona, con un esempio, e cosa cambia per la vostra preparazione al Black Friday.

La regola in una frase

Quando annunciate una riduzione di prezzo su un prodotto, il prezzo «prima» che mostrate e ogni percentuale che pubblicizzate devono basarsi sul prezzo più basso applicato a quel prodotto nei 30 giorni prima dell'inizio della riduzione.

Un esempio con i numeri

Una giacca costa normalmente 99 €. Tre settimane prima del Black Friday è stata in offerta per una settimana a 59 €. Il giorno del Black Friday la vendete a 49 €.

Esempio della regola dei 30 giorni. Sbagliato: 99 € barrato, ora 49 €, meno 50 %, perché lo sconto è calcolato dal prezzo normale anche se la giacca è costata 59 € negli ultimi 30 giorni. Corretto: ora 49 €, meno 17 %, prezzo più basso degli ultimi 30 giorni 59 €, perché 59 meno 49 fa 10, e 10 diviso 59 fa 17 %.
  • Sbagliato: prima 99 €, ora 49 €, «−50 %». Il prezzo di riferimento non è il più basso degli ultimi 30 giorni.
  • Sbagliato anche dopo la sentenza Aldi Süd: prima 99 €, ora 49 €, «−50 %», con «prezzo più basso degli ultimi 30 giorni: 59 €» in piccolo. La percentuale va calcolata da 59 €.
  • Corretto: 49 €, «−17 %», con «prezzo più basso degli ultimi 30 giorni: 59 €» come prezzo di riferimento.

La Corte di giustizia UE lo ha deciso nel caso Aldi Süd (C-330/23, 26 settembre 2024): una riduzione annunciata in percentuale, o con un messaggio come «prezzo top», va determinata sulla base del prezzo più basso dei 30 giorni. Il tribunale tedesco che aveva sollevato la questione ha applicato la sentenza contro il rivenditore nell'ottobre 2024.

Cosa conta come riduzione di prezzo

  • Incluso: prezzi precedenti barrati, «prima/ora», badge in percentuale, «−20 €», «ribassato», «prezzo top» o «prezzo in offerta» rispetto al vostro prezzo precedente, nel negozio, nelle newsletter, nei banner e negli annunci.
  • Non incluso nella regola dei 30 giorni: confronti di prezzo generici che non annunciano un ribasso del vostro prezzo, come un confronto chiaro con il prezzo consigliato (vedi sotto), e sconti individuali per un singolo cliente.
  • Sempre incluso nel divieto di pratiche ingannevoli: tutto. Anche dove la regola dei 30 giorni non si applica, un confronto di prezzi non deve ingannare.

Le eccezioni

Riduzioni progressive. Se abbassate un prezzo a scaglioni senza interruzione (per esempio −10 %, poi −20 %, poi −30 % durante la stessa campagna), il prezzo precedente può restare il più basso prima del primo scaglione. Se nel frattempo tornate al prezzo normale, il conteggio riparte.

Prodotti deperibili e prodotti nuovi. In Italia la regola non si applica ai prodotti agricoli e alimentari deperibili. Per i prodotti in vendita da meno di 30 giorni, il MIMIT chiede di indicare il periodo a cui si riferisce il prezzo precedente.

Sconti individuali. Un codice personale inviato a un solo cliente non è un annuncio di riduzione di prezzo. Appena il codice viene pubblicato per tutti, la regola torna ad applicarsi.

Prezzo consigliato barrato: ammesso, a certe condizioni

Una mano tiene una carta davanti a un portatile con un negozio online e un banner «fino al 70 % di sconto»
Il cliente decide in base al prezzo che mostrate. Il prezzo di riferimento deve essere onesto.

Un confronto con il prezzo di vendita consigliato dal produttore non è un ribasso del vostro prezzo, quindi secondo l'opinione prevalente la regola dei 30 giorni non si applica. Il MIMIT ammette anche altri prezzi di riferimento, ma solo in aggiunta al prezzo più basso dei 30 giorni e senza creare confusione. La giurisprudenza, soprattutto tedesca, pone tre condizioni:

  1. Deve essere indicato come prezzo consigliato, per esempio «prezzo consigliato dal produttore». «Prezzo di listino», «prezzo abituale» o una semplice cifra barrata sono rischiosi.
  2. Deve essere attuale. Un prezzo consigliato che il produttore ha ritirato non si può usare senza dirlo.
  3. Deve essere realistico. Una corte d'appello tedesca (OLG Stuttgart) ha ritenuto che un prezzo consigliato sia un confronto corretto solo se il mercato lo pratica davvero; un prezzo consigliato che serve solo a gonfiare gli sconti è ingannevole.

Il controllo europeo ha rilevato che 6 negozi su 10 che confrontavano prezzi non spiegavano chiaramente il prezzo di riferimento. Indicatelo.

Gli errori più comuni

  • Alzare il prezzo poco prima della campagna, così lo «sconto» parte da un prezzo che non è mai stato il più basso dei 30 giorni.
  • Badge in percentuale calcolati sul prezzo normale mentre il prezzo dei 30 giorni compare a parte.
  • Sconti corretti solo nella scheda prodotto, mentre newsletter, banner e annunci mostrano ancora la vecchia percentuale.
  • Marketplace dimenticati: la stessa regola vale per le vostre offerte su Amazon, eBay o ManoMano.
  • Banner «fino al −70 %» in cui quasi nessun prodotto arriva al 70 % rispetto al prezzo dei 30 giorni.

Controllare il negozio prima del Black Friday

Esportate lo storico prezzi di ogni prodotto che intendete scontare, annotate il prezzo più basso dei 30 giorni prima della data di inizio e calcolate ogni percentuale da quel prezzo. Poi controllate ogni punto in cui compare lo sconto, non solo la scheda prodotto. La nostra checklist Black Friday copre anche countdown e checkout.

Pagine Black Friday pulite

Mentre sistemate i prezzi, scansionate le pagine a cui mandate il traffico del Black Friday per trovare dichiarazioni ambientali vaghe e informazioni di sicurezza mancanti (GPSR). Gratis per iniziare.

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FAQ

Cos'è la regola dei 30 giorni?

Quando annunciate ai consumatori nell'UE una riduzione di prezzo su un prodotto, il prezzo precedente indicato deve essere il più basso applicato negli almeno 30 giorni prima della riduzione. In Italia si applica dal 1° luglio 2023 con l'art. 17-bis del Codice del consumo.

La percentuale va calcolata dal prezzo più basso dei 30 giorni?

Sì. La Corte di giustizia UE ha deciso nel caso Aldi Süd (C-330/23) che una riduzione in percentuale va calcolata dal prezzo più basso dei 30 giorni. Mostrare quel prezzo accanto a una percentuale basata su un prezzo più alto non basta.

La regola dei 30 giorni vale per i confronti con il prezzo consigliato?

Secondo l'opinione prevalente no, perché il confronto con il prezzo consigliato dal produttore non è un ribasso del vostro prezzo. Il prezzo consigliato deve però essere indicato come tale, attuale e realistico.

E per un prodotto che vendo solo da due settimane?

Non ci sono 30 giorni di storico. Indicate il prezzo più basso dall'inizio della vendita e il periodo a cui si riferisce, senza suggerire un periodo più lungo.

La regola vale anche per i servizi?

La regola dei 30 giorni riguarda i prodotti. Gli sconti sui servizi restano soggetti al divieto generale di indicazioni di prezzo ingannevoli.

Vale anche sui marketplace come Amazon?

Sì. Le vostre offerte sui marketplace sono i vostri annunci di prezzo. Vale la stessa regola.

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