«Clean» è ancora consentito secondo il diritto UE?
Solo con prove. Il termine è limitato, non vietato in assoluto: è lecito quando l’affermazione specifica che lo sostiene è documentata e riportata nella stessa pagina.
Quanto è diffuso?
Abbiamo trovato questo termine in una dichiarazione segnalata su 55 dei 680 siti analizzati — il 8.1%.
- siti interessati
- 55
- volte segnalato
- 95
- con gravità massima
- 23
Perché è un problema
Termine ambiguo che può sottintendere benefici ambientali o salutistici senza specificare nessuno dei due. Particolarmente problematico nei settori beauty e alimentare.
Che cosa scrivere invece
Indichi cosa significa « clean » per il Suo prodotto, ad es. « Formulato senza parabeni, ftalati o profumi sintetici (lista completa degli ingredienti disponibile). »
La base giuridica
La direttiva (UE) 2024/825 — la cosiddetta EmpCo — inserisce le dichiarazioni ambientali nella lista nera dell’allegato I della direttiva sulle pratiche commerciali sleali. Si applica in tutta l’UE dal 27 settembre 2026, senza periodo transitorio. In Italia è recepita dal D.Lgs. 30/2026 e l’AGCM può irrogare sanzioni fino a 5 milioni di euro.
Verifichi se il suo sito usa questo termine
Incolli l’URL e faccia controllare ogni dichiarazione ambientale delle sue pagine rispetto a tutti gli 82 termini limitati. Il primo controllo è gratuito e non richiede registrazione.
I dati provengono dal corpus di analisi di EcoClaim, aggiornato il 2026-08-22. È un campione auto-selezionato — siti passati dal nostro strumento pubblico, non un campione casuale del commercio europeo.